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Comunicati stampa
L'alluvione di Ognissanti al centro dell'ultimo Consiglio Comunale
Data: ven 26 nov, 2010

Il Sindaco Marcello Vezzaro ha illustrato l’attività svolta dall’amministrazione in occasione dell’emergenza del 1° Novembre. Nella seduta approvate alcune modifiche al bilancio: il primo acconto di 10 milioni di Euro che dovrebbe arrivare dalla Regione Veneto verrà destinato ai privati e alle attività produttive. E 550 mila Euro, costituiti in buona parte dai fondi dell’amministrazione comunale e dai contributi di privati ed enti, copriranno le spese di prima emergenza (nel caso in cui non venissero sostenute dalla Regione con lo stanziamento dei 20 milioni previsti) e gli aiuti per le famiglie alluvionate.

Caldogno - L’alluvione del 1° Novembre: un evento che ha lasciato segni profondi. Al centro dell’ultimo consiglio comunale, che si è svolto mercoledì 24 novembre, la relazione del primo cittadino di Caldogno, Marcello Vezzaro, ha ripercorso i tragici momenti vissuti dalla comunità calidonense il giorno di Ognissanti, mettendo in evidenza i danni subiti, gli aiuti ricevuti e le prossime attività da intraprendere per rimettere in piedi il paese.
Le azioni da intraprendere. Il Consiglio comunale, con voti unanimi favorevoli, ha incaricato la Commissione Statuto e Regolamenti di stabilire i criteri e le procedure per la ripartizione degli aiuti ai cittadini alluvionati. La Commissione dovrà presentare entro la fine del 2010 una relazione sulle azioni urgenti e gli interventi di manutenzione da attivare e concordare tra amministrazione comunale di Caldogno, Comune di Vicenza, Genio civile e Consorzio Alta Pianura Veneta. Tra questi avranno la priorità il rafforzamento degli argini ed il rialveo dei corsi d’acqua principali, il ripristino delle sponde delle rogge affinché vengano pulite, anche tramite eventuali ordinanze di sgombro degli argini, la definizione e successiva realizzazione del bacino d’invaso nella zona di Capovilla, il monitoraggio continuo dello stato degli argini e degli alvei e la programmazione di manutenzioni ordinarie. Sarà necessario, inoltre, proporre un aggiornamento del Piano di Protezione Civile per inserire attività e servizi nuovi.

Il Sindaco, poi, si attiverà per verificare che gli impegni assunti dalla Giunta regionale vadano effettivamente a sostenere economicamente le famiglie e le attività produttive colpite dall’alluvione nelle zone di Cresole, Rettorgole e Lobbia. Intanto, nella seduta di mercoledì, sono state approvate alcune modifiche al bilancio comunale: nella speranza di ricevere un primo acconto dalla Regione Veneto di 10 milioni di Euro, verranno attivate le procedure per destinare questo contributo ai privati e alle attività produttive, mentre 550 mila Euro, costituiti in buona parte dai fondi dell’amministrazione comunale e dai contributi di privati ed enti, copriranno le spese di prima emergenza (nel caso in cui non venissero sostenute dalla Regione con lo stanziamento dei 20 milioni previsti) e gli aiuti per le famiglie alluvionate.

Il bilancio dell’evento. Secondo una prima stima, l’esondazione del Timonchio ha coinvolto 4 mila persone, di cui 164 sfollate, e 232 unità produttive. A livello economico, l’ammontare dei danni è stimato in 80 milioni e 531 mila Euro complessivi, di cui più di 29 milioni di Euro per le attività commerciali, artigianali ed imprenditoriali, oltre 44 milioni di Euro per i beni dei privati e circa 6 milioni di Euro per il patrimonio pubblico.

«Il capitolo più triste - ha spiegato il Sindaco Vezzaro - ha riguardato la scomparsa di Giuseppe Spigolon, cittadino di Cresole di 75 anni, alle cui esequie lunedì 8 novembre ha partecipato una folla commossa».
Gli aiuti economici. La solidarietà di tante persone ed aziende, tutt’oggi sta portando sostegno economico al Comune di Caldogno. Tutte le banche presenti nel territorio calidonense hanno attivato un conto corrente per raccogliere fondi e, in alcuni casi, hanno contribuito direttamente. Hanno offerto il proprio aiuto anche Comuni, Enti, Istituzioni, aziende ed imprese private, singoli cittadini e comitati spontanei come “Caldogno! Avanti”, costituito per affiancare l’amministrazione. Il Comune di Caldogno ha anche aperto un magazzino dove sono stati depositati tutti i beni donati, utili alle persone alluvionate.

«Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti in nostro soccorso - ha continuato il Sindaco, - i gruppi della Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia, del Trentino Alto Adige e del veneziano, oltre alla Protezione Civile che fa capo all’Associazione Nazionale Alpini, Carabinieri e Fanti. Un grazie va anche ai Vigili del Fuoco, all’esercito che ci ha sostenuto con una media di 50 militari al giorno, alla Croce Rossa Italiana, al Suem, alla polizia, ai carabinieri, ai medici e agli psicologi dell’ULSS di Vicenza, agli scout, alle associazioni di categoria, alle amministrazioni comunali, agli enti pubblici, alle aziende e ai tanti volontari di tutte le età che ci hanno dato una mano».

L’evento e la gestione dell’emergenza. «Tutto è cominciato domenica 31 ottobre - ha ricordato il Sindaco del Comune di Caldogno - quando, in seguito ai bollettini metereologici inviati dalla Regione che segnalavano precipitazioni abbondanti, ho allertato i referenti della Protezione Civile dell’Unione dei Comuni di Caldogno, Costabissara e Isola Vicentina e, assieme all’Ufficio Tecnico comunale, ho predisposto il monitoraggio dei corsi d’acqua che percorrono il territorio calidonense. Alle 8 della mattina del 1° Novembre, preoccupato dalle segnalazioni dei miei collaboratori che vigilavano sul Timonchio, ho telefonato alla Prefettura di Vicenza per avere istruzioni e per ottenere un loro intervento immediato. Alle 9, la situazione è precipitata: gli argini del Timonchio non hanno retto in due punti situati in località Vivaro e l’acqua ha invaso circa 2 milioni di mq di territorio raggiungendo, in alcuni punti, un’altezza di due metri dal suolo. I Vigili del Fuoco, allertati dalla Prefettura, sono arrivati in nostro soccorso solo poco dopo le 11».

Da quel momento il Comune ha lavorato ininterrottamente. Nei primi due giorni, dopo aver costituito il Centro Operativo Comunale, che è sempre rimasto in stretto coordinamento con il COM (struttura retta da un rappresentante dello Stato) ha raggiunto tutte le persone in difficoltà ed ha allestito la scuola materna di Rettorgole ed il Centro Comunitario di Caldogno per ospitare gli sfollati. Il Sindaco ha poi inoltrato alla Regione Veneto la richiesta dello “stato di crisi” ed ha segnalato la fragilità degli argini del torrente Timonchio nel territorio di Caldogno. Fino a martedì 9 novembre tutte le forze in campo sono state impegnate nella sistemazione delle abitazioni inondate, mettendo in sicurezza gli edifici a rischio. I corsi d’acqua minori sono stati puliti, così come strade e caditoie. L’opera di assistenza è proseguita per diversi giorni ed è stato allestito anche un presidio medico a Cresole. Nel frattempo il Genio civile provvedeva a riparare e a rinforzare alcuni punti del Timonchio corrosi dall’acqua.

Il Centro Operativo Comunale è stato chiuso martedì 9 novembre, quando la situazione generale era tornata alla normalità. In seguito gli uffici comunali competenti hanno avviato tutte le operazioni necessarie per permettere ai cittadini di segnalare i danni subiti ed è stato aperto uno Sportello informativo apposito.

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