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Comunicati stampa
Centro Equestre, altri due anni di tempo per avviare il progetto
Data: lun 25 set, 2017
Askoll avrà altri due anni di tempo per avviare il progetto del Centro Equestre a Caldogno. Nell’ultima seduta il Consiglio Comunale ha dato il via libera alla proposta dell’assessore all’urbanistica Marcello Vezzaro di concedere una proroga di 24 mesi all’accordo di programma tra Comune, Regione Veneto e soggetto promotore (Askoll appunto) per la realizzazione del nuovo parco verde e centro sportivo-culturale attrezzato in un’area di oltre 230 mila metri quadrati attualmente in parte incolta, e in parte utilizzata per coltivazioni intensive, inaccessibile ai cittadini. Qui, come noto, il progetto prevede la realizzazione di un grande parco pubblico aperto gratuitamente 365 giorni all’anno, che ospiterà anche strutture idonee ad organizzare eventi equestri, oltre a fiere, spettacoli, concerti, manifestazioni culturali.
La proroga dell’accordo (che sarebbe scaduto questo mese, compiuti i 18 mesi dalla pubblicazione sul Bur del decreto di esecutività firmato dal Presidente della Regione nel marzo 2016) è stata richiesta da Askoll in attesa del verdetto definitivo da parte del Consiglio di Stato sul nuovo ricorso presentato da Italia Nostra, da sempre schierata contro il progetto. Come si ricorderà, nello scorso mese di gennaio il TAR del Veneto aveva respinto il medesimo ricorso presentato dall’associazione, riconoscendo la piena legittimità dell’intero e complesso iter burocratico seguito da Comune di Caldogno, Provincia di Vicenza, Regione Veneto, Nuova Caldogno srl, Askoll srl e Italconst spa per arrivare al “via libera” definitivo all’accordo di programma: la prima approvazione del Consiglio Comunale calidonense risale al febbraio 2011; a fine 2013 era giunta la dichiarazione di “interesse regionale” dell’opera, seguita nell’aprile 2015 dalla sottoscrizione dello schema dell’accordo tra Regione e soggetto promotore; quindi l’ultima firma del Governatore Luca Zaia per l’esecutività, giunta a marzo del 2016.
Un iter burocratico che il ricorso presentato da Italia Nostra aveva messo in discussione fin dalle sue fondamenta, reclamando l’illegittimità dello stesso Piano di Assetto del Territorio e del Piano degli Interventi adottati dal Comune di Caldogno, oltre che dell’accordo di programma per il progetto specifico. Il tribunale regionale, tuttavia, aveva bocciato ogni singolo punto del ricorso presentato da Italia Nostra, condannando inoltre l’associazione al pagamento di 5.000 euro da liquidare a ciascuna delle parti chiamate in causa: Comune di Caldogno, Provincia di Vicenza, Regione Veneto, Nuova Caldogno srl, Askoll srl e Italconst spa.
«Siamo sempre stati attenti a seguire ogni passaggio scrupolosamente, perché la salvaguardia e la valorizzazione del territorio è stata la nostra priorità assoluta - osserva Marcello Vezzaro, ex sindaco ed attuale assessore all’Urbanistica del Comune di Caldogno -. Il TAR aveva confermato la correttezza delle nostre azioni. Ora il nuovo ricorso presentato al Consiglio di Stato da Italia Nostra, che fin dalle prime ipotesi di progetto non ha mai nemmeno voluto sedersi ad un tavolo di confronto con noi, inevitabilmente comporta una situazione di stallo, per cui è opportuno attendere l’esito definitivo e concedere nel frattempo la proroga: eviteremo così che si vanifichino anni di lavoro e si perda definitivamente l’opportunità di realizzare quest’opera di interesse regionale, che porterebbe grandi benefici al nostro tessuto socio-economico, diventando un volano importante anche per la valorizzazione turistica di Caldogno, senza dimenticare le preziose infrastrutture viabilistiche accessorie come le nuove piste ciclabili e alle bretelle di collegamento. Vale la pena peraltro ricordare che in quell’area o si realizzerà il Centro Equestre, o non si farà nient’altro: la proroga non potrà in alcun modo portare alla costruzione di altri edifici o opere non previsti dall’accordo originario». La proroga comporterà anche la nomina del Collegio di Vigilanza di Comune e Regione.
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