Comune di Caldogno (VI)

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Home » Territorio » Cenni storici
Cenni storici
La storia di Caldogno fu legata alle vicende della famiglia che ne ha portato il nome e che possedeva grandissima parte del territorio.
Il più grande di Caldogno che ricevette le più alte onorificenze dagli imperatori, fu Calderico Caldogno, consigliere militare di Federico Barbarossa e suo compagno d'armi nella guerra contro Milano e le truppe papali.
Calderico fu ferito in battaglia e per questo nominato cavaliere aureato e conte palatino, confermato di tutti i possessi e i privilegi già goduti dai suoi avi.
Gli fu concesso in quella occasione di adottare per la famiglia lo stemma dell'aquila imperiale nera su campo rosso e non più rossa su scudo d'argento, che rimase invece per un ramo laterale della famiglia.

L'aquila dei Caldogno costituisce ancora oggi lo stemma araldico del Comune.

Per vari secoli i Caldogno possedettero se non tutto, almeno gran parte del suolo del Comune, e la loro prima residenza sembra con buona approssimazione essere stata l'attuale villa Todescato, sorta sui resti del castello di Caldogno, la cui origine, anche se dai documenti non ci viene segnalata, risulta essere precedente all'invasione longobarda del 569.

Successivamente ai Longobardi ci furono i Franchi di Carlo Magno, ed è di questo periodo l'organizzazione dei territori in nuove unità amministrative dette contee, dove il conte era il rappresentante dell'imperatore nella sua zona.
È indubbio che sfruttando questa situazione storica, qualche più o meno illustre o abile personaggio dell'epoca sia riuscito ad ottenere dagli imperatori il titolo di conte di Caldogno, con i vasti possedimenti inerenti a questa onorificenza. Tali possessi saranno poi trasmessi agli eredi e confermati dagli imperatori successivi, anzi aumentati, specie con Federico I nel 1183.

Tra il 1000 e il 1200 gli imperatori stranieri erano occupati in guerre civili all'interno della Germania, sicché i comuni italiani, abbandonati a se stessi, si organizzarono e consolidarono.

Nel 1262 troviamo già Caldogno, Cresole, Rettorgole con dei propri statuti, organizzati come comuni autonomi a carattere quasi esclusivamente agricolo.

Il territorio di Vicenza e provincia trascorse un periodo relativamente tranquillo sotto la Repubblica di Venezia, che si concluse con l'intervento di Napoleone nel 1797.

Soltanto nel 1816, con la definitiva assegnazione dell'antica repubblica di Venezia al regno Lombardo-Veneto, l'Austria ristrutturerà le amministrazioni locali e così Cresole e Rettorgole saranno annessi a Caldogno.
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