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Home » Il Comune » Legge 190/2012 (anticorruzione)
Legge 190/2012 (anticorruzione)
Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza

Il Sindaco, con proprio decreto n. 21 del 23.04.2013, ha individuato il Segretario Generale dott. Michelangelo Pellè quale responsabile della prevenzione della corruzione per il Comune di Caldogno. Con decreto n. 22 del 28.10.2013 il Sindaco ha nominato il Segretario Generale responsabile della trasparenza.

 

Piano triennale di prevenzione della corruzione

L'art. 1 comma 8 della legge 06.11.2012 n. 190 prevede, inoltre, che l'organo di indirizzo politico, su proposta del responsabile della prevenzione della corruzione, entro il 31 gennaio di ogni anno, adotti il piano triennale di prevenzione della corruzione.

La Giunta Comunale, con deliberazione n. 9 del 29.01.2014, ha adottato il piano triennale di prevenzione della corruzione per il triennio 2014-2016.

La Giunta Comunale, con deliberazione n. 4 del 28.01.2015, ha adottato il piano triennale di prevenzione della corruzione per il triennio 2015-2017.

La Giunta Comunale, con deliberazione n. 5 del 20.01.2016, ha adottato e, poi, con propria deliberazione n. 6 del 27.01.2016, ha approvato il piano triennale di prevenzione della corruzione per il triennio 2016-2018.

 

Procedura per la raccolta di segnalazioni di illeciti da parte di dipendenti comunali

La segnalazione di illecito, indirizzata al Responsabile per la Prevenzione della Corruzione del Comune, può essere presentata da parte dei dipendenti comunali con le seguenti modalità:
  • mediante invio, all’indirizzo di posta elettronica segnalazioneilleciti@comune.caldogno.vi.it, ad accesso esclusivo del Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e di un suo stretto collaboratore;
  • a mezzo del servizio postale o tramite posta interna: in tal caso, per poter usufruire della garanzia della riservatezza, è necessario che la segnalazione venga inserita in una busta chiusa che rechi all’esterno la dicitura “riservata/personale”;
  • verbalmente, mediante dichiarazione rilasciata e riportata a verbale dal Responsabile per la Prevenzione della Corruzione con il supporto di un suo stretto collaboratore.
Ogni segnalazione, comunque pervenuta, sarà inserita dal Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e/o da un suo stretto collaboratore, in un registro delle segnalazioni (appositamente istituito), assegnando a ciascuna un numero progressivo.
Per l’inoltro della segnalazione tramite e-mail o posta, l’Amministrazione Comunale ha elaborato una apposito modello (mutuato da quello messo a disposizione dal Dipartimento della Funzione Pubblica) che dovrà essere utilizzato dal “segnalante”.
È importante sottolineare che, secondo quanto previsto dal Piano Nazionale Anticorruzione, “la tutela dell'anonimato prevista dalla norma non è sinonimo di accettazione di segnalazione anonima. La misura di tutela introdotta dalla disposizione si riferisce al caso della segnalazione proveniente da dipendenti individuabili e riconoscibili.”.
Le segnalazioni eventualmente ricevute da qualsiasi altro dipendente del Comune devono essere tempestivamente inoltrate, a cura del ricevente e nel rispetto delle garanzie di riservatezza, al Responsabile per la Prevenzione della Corruzione, al quale è affidata la tenuta del registro delle segnalazioni.
Qualora il segnalante rivesta la qualifica di pubblico ufficiale, l’invio della segnalazione ai suddetti soggetti non lo esonera dall’obbligo di denunciare alla competente autorità giudiziaria i fatti penalmente rilevanti e le ipotesi di danno erariale.

Gestione della segnalazione di illecito
La gestione e la verifica sulla fondatezza delle circostanze rappresentate nella segnalazione sono affidate al Responsabile per la Prevenzione della Corruzione che vi provvede nel rispetto dei principi di imparzialità e di riservatezza, effettuando ogni attività ritenuta opportuna, inclusa l’audizione personale del segnalante e di eventuali altri soggetti che possano riferire sui fatti segnalati.
A tal fine, il Responsabile per la Prevenzione della Corruzione potrà avvalersi del supporto e della collaborazione della Struttura Segreteria e, all’occorrenza, di organi di controllo esterni al Comune (come ad esempio Guardia di Finanzia, Direzione Provinciale del Lavoro, Comando di Polizia Locale, Agenzia delle Entrate).
All’esito della verifica, qualora la segnalazione risulti fondata, il Responsabile per la Prevenzione della Corruzione, in relazione alla natura della violazione provvederà a:
- presentare denuncia all’autorità giudiziaria competente, nei casi più gravi;
- comunicare l’esito dell’accertamento all’Ufficio Personale per l’avvio della relativa azione;
- indicare alle strutture competenti gli eventuali ulteriori provvedimenti e/o azioni che nel caso concreto si rendano necessari a tutela del Comune.
Qualora la segnalazione risulti priva di ogni fondamento saranno valutate azioni di responsabilità disciplinare o penale nei confronti del segnalante.

Tutela del dipendente che segnala gli illeciti (c.d. whistleblowing)
L’art. 1 comma 51 della legge n. 190/2012 ha introdotto l’art. 54 bis del d.lgs. n. 165 del 2001, che prevede la tutela del dipendente pubblico che segnali illeciti di cui lo stesso sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, fuori dei casi di responsabilità a titolo di calunnia o diffamazione, ovvero per lo stesso titolo ai sensi dell'articolo 2043 del codice civile.
In particolare, il dipendente comunale che denunci all’Autorità Giudiziaria o alla Corte dei Conti, ovvero riferisce al proprio superiore gerarchico condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto ad una misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia.
Nell'ambito del procedimento disciplinare, inoltre, l’identità del segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato.
L'adozione di misure discriminatorie è segnalata al Responsabile della Prevenzione della Corruzione, il quale, se ritiene, ad un primo esame, che sussista tale discriminazione:
1. segnala quanto accaduto al responsabile di Struttura sovraordinato al dipendente che ha operato la discriminazione: questo, se lo ritiene opportuno, adotta le adeguate misure ripristinatorie;
2. in collaborazione con il responsabile dell’Ufficio Personale valuta l’opportunità di aprire un procedimento disciplinare nei confronti del dipendente che ha operato la discriminazione.
La denuncia è sottratta all'accesso previsto dagli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.

 

Relazione del responsabile della prevenzione della corruzione

 

Pubblicazione dei dati sui procedimenti

L'art. 1 comma 32 della legge 06.11.2012 n. 190 prevede che le stazioni appaltanti sono tenute a pubblicare nei propri siti web istituzionali un documento che precisi, con riferimento ai procedimenti di cui al comma 16 lettera b) dello stesso articolo:

  1. la struttura proponente;
  2. l'oggetto del bando;
  3. l'elenco degli operatori invitati a presentare offerte; l'aggiudicatario; l'importo di aggiudicazione;
  4. i tempi di completamento dell'opera, servizio o fornitura;
  5. l'importo delle somme liquidate

e riferito:

Entro il 31 gennaio di ogni anno, tali informazioni, relativamente all'anno precedente, sono pubblicate in tabelle riassuntive rese liberamente scaricabili in un formato digitale standard aperto che consenta di analizzare e rielaborare, anche a fini statistici, i dati informatici.

Le amministrazioni trasmettono in formato digitale tali informazioni all'Autorita' per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture:

 

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